lunedì 28 febbraio 2011

Ma che bella serata

Oltre 150 persone, tanti interventi, molte adesioni. Voglia di parlare di urbanistica, città, partecipazione. Voglia di far emergere un pensiero diverso, costruttivo, ma innovativo. Voglia di contare, di incidere sulle decisioni, di essere parte di un cambiamento.

Voglia di credere che sia solo la partenza di un percorso da fare insieme.

Ma che bella serata....

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Location:Via Gian Maria Barbieri,Modena,Italia

Le piscine non sono tutte uguali!



Gli impianti non sono tutti uguali, rispondono ad obiettivi e usi diversi, ludico ricreativo, sportivo agonistico o orientato al benessere e alla salute. La tipologia dell’impianto determina i costi di realizzazione, i costi di gestione e il tipo di domanda a cui si rivolge. Da queste riflessioni discende anche il luogo dove conviene localizzarlo.

Noi crediamo che l’esigenza sia di dotare Modena di un impianto dedicato al benessere e alla salute che si integri con altre attività motorie. La Provincia di Modena ha redatto il progetto movimento “Pedala nuota camina – sport di tutti per tutta la vita” che indica una strada precisa sul tipo di impianti da realizzare. Acqua bassa, altezze contenute, bassi costi di costruzione e gestione, spogliatoi comuni con il ciclismo, la corsa e la camminata veloce. In questa proposta diverse forme di esercizio fisico costante e regolare orientate al benessere e alla prevenzione sono supportate da un intervento che si integra ottimamente in un parco.

Gli spogliatoi e gli spazi a servizi comuni permettono di passare da una disciplina all’altra o di far convivere diverse pratiche. L’impianto diventa il luogo dove i percorsi nel verde per camminata veloce e corsa partono e arrivano, insieme ad una rete di ciclabili.

In questo modo si riducono i costi d’investimento (impianto più contenuto) si riducono i costi di gestione (minori volumi d’aria e acqua da scaldare), aumenta la domanda integrando diverse tipologie di utenze garantendo introiti maggiori.

Progettare una piscina in un parco deve avere come obiettivo di far guadagnare salute tramite l’attività fisica programmata, strutturata e ripetitiva, cioè in una parola tramite l’esercizio fisico.

Sei gli elementi necessari per la realizzazione di un progetto coerente:

1.    L’AMBIENTE PARCO deve favorire lo sport di tutti e per tutta la vita, quindi facilmente accessibile e per alcune attività senza costi
2.    I CIRCUITI DEL CAMMINARE, CORRERE E PEDALARE consentono il movimento e la sudorazione all’aria aperta
3.    LA STAZIONE DI CAMBIO E DI SCAMBIO offre i servizi per l’utente in movimento nell’ambiente, per spogliarsi, fare la doccia, incontrarsi, partire e rientrare, è stazione di scambio tra le diverse attività, nuotare, correre e pedalare, è stazione di cambio come spogliatoio per andare in acqua e per le palestre
4.    L’ACQUA è l’elemento di valorizzazione del progetto ed è un complemento importante per l’ambiente ma non indispensabile
5.    LA PALESTRA PER SUDARE - CAMMINARE, CORRERE E PEDALARE sono percorsi all’aria aperta, nel parco e sulle ciclabili, con semplici tabelle di segnalazione per controllare la propria attività
6.    LA PALESTRA PER GIOCARE - GIOCO CON LE PALLE è un ulteriore elemento di valorizzazione del progetto ma non indispensabile

L’AMBIENTE PARCO
Ogni ambiente naturale si presta ad accogliere il progetto. Il progetto, per la diversità dei territori, si disegna sull’ambiente valorizzandone gli aspetti tipici e diventando ogni volta diverso da sé stesso. Elemento non secondario la facilità di accesso, possibilmente a piedi o in bicicletta, presupposto per consentire una frequentazione regolare e un’attività fisica costante e contrastare l’aumento del traffico veicolare.

I CIRCUITI DEL CAMMINARE, CORRERE E PEDALARE
I circuiti del camminare, correre e pedalare sono per la camminata veloce, il jogging e la bicicletta. Si snodano all’interno dell’ambiente, garantendo la pratica in area protetta. Potrebbero correre paralleli e affiancati, su due binari. Il circuito, nel suo intero sviluppo, dovrebbe mantenere la visibilità su sé stesso, sia per ragioni di sicurezza, che di carattere più prettamente sportivo.

LA STAZIONE DI CAMBIO E DI SCAMBIO
La stazione di cambio e di scambio deve offrire i servizi per l’utente in movimento, quali: parcheggio dell’automezzo, deposito del mezzo (bicicletta), cambio indumenti, ritrovo, partenza e arrivo, scambio tra il nuotare, camminare, correre e pedalare e anche giocare a palla, doccia e bagno. La stazione di cambio e di scambio è, come per una vera stazione ferroviaria, l’ingresso per accedere ai servizi, parcheggio bici, luogo per l’obliterazione e il controllo dei biglietti e abbonamenti, piattaforma di partenza/arrivo dei gruppi degli utenti che usano i circuiti.

L’ACQUA
L’acqua è il primo elemento di valorizzazione del progetto. La stazione di cambio e scambio è anche lo spogliatoio per l’acqua. Il piano vasca e la stazione di cambio e scambio costituiranno pertanto un unico edificio di semplice costruzione. L’acqua del progetto “movimento” non è competitiva, non è una piscina per attività agonistica o ricreative e si caratterizza per la scarsa profondità.

LA PALESTRA PER SUDARE - CAMMINARE, CORRERE E PEDALARE
La palestra per sudare è un secondo elemento di valorizzazione del progetto. La stazione di cambio e scambio è anche lo spogliatoio della palestra per sudare.
La palestra è formata da “isole” per camminare, correre e pedalare a 2 o 3 macchine (ciclette, tapirullan, step) e da una stanza per il corpo libero.

LA PALESTRA PER GIOCARE – GIOCHI A PALLA
La palestra per giocare ai giochi con le palle (pallavolo, pallacanestro, tennis e calcetto) è un terzo elemento di valorizzazione del progetto. La stazione di cambio e scambio è anche lo spogliatoio della palestra per giocare.

Un impianto orientato alla pratica regolare ha come prima finalità la prevenzione (riducendo i costi sanitari) e deve, per essere comodamente utilizzabile almeno 2/3 volte la settimana, essere in un raggio di 20 minuti dal bacino di utenza.

Per questo si colloca meglio ed è più sostenibile, sia ambientalmente che economicamente, nel Parco della Resistenza nell’area di via Pavia.

sabato 26 febbraio 2011

Caro impianto, mi costi, ma quanto mi costi?

Costi impianti sportivi e Project Financing



Di seguito una tabella con riportati i costi (attualizzati al 2010) e il relativo grado di copertura pubblico e privato di impianti recentemente realizzati.



Luogo
Data Bando
 Costo
 A carico privato
Privato
 Pubblico
Formigine (MO)
2003
€4.794.786,00
€2.987.000,00
62%
38%
Altedo (BO)
2004
€1.978.175,00
€1.203.115,00
61%
39%
Ozzano (BO)
2002
€3.187.000,00
€207.000,00
6%
94%
Rubiera (RE)
2002
€3.082.125,00
€1.796.716,00
58%
42%
Collecchio (PR)
2003
€5.939.254,00
€2.689.254,00
45%
55%
Reggio Emilia
2001
€6.988.186,00
€3.266.000,00
47%
53%
Ghedi (BS)
1998
€1.921.220,00
€0,00
0%
100%
Senigallia (AN)
1998
€2.050.128,00
€0,00
0%
100%
Virgilio (MN)
2003
€968.500,00
€0,00
0%
100%


Si può vedere come il privato non abbia mai garantito una copertura dei costi superiore al 60% mentre il pubblico in alcuni casi si è fatto carico fino al 100% del costo.

L’impianto più caro, quello di Reggio Emilia è costato “solo” 6.988.000 euro, di cui però il 53% a carico del pubblico. Il massimo investimento che il privato ha sostenuto è stato di 3.266.000 euro.

A Modena sentiamo parlare di 10 milioni di euro, tre volte tanto, tutti a carico del privato. Come è possibile? Come è credibile?

Rispetto alle modalità di affidamento, nella tabella che segue sono riportate le diverse tipologie di scelta del costruttore e i costi (attualizzati al 2007) al mq.

Affidamento
Comune
Costo
Costo mq
Appalto
GHEDI (Brescia)
€1.869.466
774 €/mq
Appalto
SENIGALLIA (Ancona)
€1.777.483
943 €/mq
Appalto
VIRGILIO (Mantova)
€851.999

Concessioni iniziativa pubblica
REGGIO EMILIA
€3.266.000

Concessioni iniziativa pubblica
COLLECCHIO (Parma)
€3.250.000

Concessioni iniziativa pubblica
OZZANO NELL’EMILIA (BO)
€2.980.000
1.122 €/mq
Concessioni iniziativa pubblica
RUBIERA (Reggio Emilia)
€1.796.716
1.110 €/mq
Concessioni iniziativa pubblica
OCCHIOBELLO (Rovigo)
€5.728.110
1.420 €/mq
Concessioni iniziativa pubblica
ISOLA DELLA SCALA (Verona)
€999.990

Concessione iniziativa privata
FORMIGINE (Modena)
€1.807.599
1.622 €/mq
Concessione iniziativa privata
CASTELFRANCO VENETO (TV)
€1.406.363
1.430 €/mq
Concessione iniziativa privata
MALALBERGO Altedo (Bologna)
€775.000
910 €/mq

I costi oscillano dai 774 ai 1.430 €/mq e tendono a crescere nelle modalità di Concessione per iniziativa privata.

La Finanza di Progetto (o PROJECT FINANCING) è una procedura per la realizzazione di un progetto di costruzione e gestione di una ”opera calda” da parte di una “società di progetto” con finanziamenti bancari non garantiti dai soci ma dai “flussi di cassa attesi e certi” generati dal progetto

Un opera pubblica è “calda” se, dopo la costruzione, la sua gestione è tale per cui nel medio periodo riuscirà a recuperare l’intero capitale speso per la costruzione dell’opera, è “tiepida” se riuscirà a recuperare solamente una parte del capitale speso, mentre è “fredda” se non potrà coprire il capitale speso.

Un opera “calda” o anche solamente “tiepida” si presta per procedure in Finanza di Progetto se i flussi di cassa sono non soltanto “attesi” ma anche “certi”.

Nello sport, i flussi di cassa possono sì essere attesi ma quasi mai certi e pertanto la realizzazione degli impianti sportivi in Project Financing non parte certamente sotto buoni auspici.

Una domanda: esiste una banca commerciale che eroga il prestito “sportivo” sulla base della sola garanzia/promessa del progetto di generare flussi di cassa tali da restituire il debito?

La risposta è NO, non ne esistono. Non si conoscono banche commerciali che abbiano avuto alcun interesse nell’esaminare i flussi di cassa generati da un progetto “sportivo”.

Può esistere finanza di progetto nello sport non perché le banche commerciali finanziano e neanche per l’esistenza della legge ma piuttosto:
·      per IMPORTI DELLE OPERE LIMITATI
·      per SOCIETÀ DI PROGETTO NON PROFIT

La FINANZA di PROGETTO SOCIALE e GARANTITA

La forma più utilizzata per coniugare il Project Financing o Partenariato Pubblico-Privato è la “concessione di costruzione e gestione” che si presenta con una duplice possibilità procedurale:
·      la “tradizionale” regolata dall’ex art.19
·      il “Project Financing all’Italiana”, ovvero tramite la selezione del promotore

L’esperienza, unitamente allo studio della casistica, ci porta alla conclusione che nello sport, per contenere il contributo pubblico, l’unica procedura possibile è quella della Finanza di Progetto “sociale e garantita”.

Per attuare la Finanza di Progetto “garantita” questi sono i presupposti :
·      l’adozione di un progetto “standardizzato” che dovrà produrre flussi di cassa per tariffe amministrate e di mercato, quanto più certi possibile
·      importo delle opere limitato
·      da realizzarsi mediante una procedura in concessione di costruzione e gestione in forma “tradizionale
·      con società di progetto “no profit” che nascano dal territorio
·      finanziata mediante sinergie tra ente pubblico, la “banca amica” e il Credito Sportivo Italiano attraverso il sistema delle garanzie pubbliche

Sono progetti a redditività nulla ma resi possibili perché:
·      credo nell’investimento (è il mio mestiere)
·      adotterò una forma societaria idonea e sarò anche società sportiva
·      garantirò il risultato sociale e sportivo al mio Comune
·      opero nel mio Comune, a fronte del risultato raggiunto saprà aiutarmi per superare una eventuale crisi finanziaria durante il periodo di gestione.

lunedì 21 febbraio 2011

rassegna stampa 20/02/2011

rassegna stampa 20/02/2011

rassegna stampa 20/02/2011


rassegna stampa 20/02/2011



Sei domande all' Assessore Sitta


Caro Assessore Sitta, 

la sua determinazione nel sostenere il progetto di costruzione di una piscina nel Parco Ferrari è nota ed evidente, a molti però ne sfuggono le motivazioni. Vorremmo porle 6 semplici domande per capire meglio le sue ragioni, certi che risponderà in modo puntuale ed esauriente:

1) Lei sostiene che una nuova piscina si deve fare nel Parco Ferrari perché solo li gli imprenditori sono disponibili ad investire. Si tratta di una sua personale convinzione o può dirci chi sia l’imprenditore che le ha dato conferma di questo interesse? Inoltre come può escludere che altri imprenditori possano essere interessati ad investire su altre localizzazioni?

2) Il project financing richiede entrate attese e certe per ripagare i costi di investimento. Ad esempio sono realizzati in project financing tratti autostradali a pedaggio, inceneritori e cimiteri, tutte opere che hanno entrate certe. Gli impianti sportivi in genere e quelli natatori in particolare si caratterizzano invece per avere entrate aleatorie e incerte. Quali sono gli elementi aggiuntivi che rendono l’investimento nel Parco Ferrari interessante per un privato?

3) Come lei ben saprà esistono diverse tipologie di impianti natatori che si caratterizzano per diversità progettuali, diversità di domanda e offerta, diversità nei costi di realizzazione e gestione. La piscina che si prevede di realizzare nel Parco Ferrari che tipologia di impianto sarebbe? Un impianto dedicato all’attività sportiva ed agonistica, un impianto dedicato all’attività ludica e ricreativa, un impianto dedicato alla salute e alla prevenzione?

4) Esiste un piano finanziario che definisce i costi di realizzazione e di gestione, su cui si possa basare la valutazione della fattibilità economica del progetto di piscina nel Parco Ferrari e di conseguenza la credibilità dell’eventuale project financing?

5) Rispetto al primo progetto presentato, a seguito delle tante proteste, l’amministrazione ha deciso di avviare uno studio complessivo sul Parco Ferrari. Se ne deduce che il contributo dei cittadini è servito per sviluppare un’ipotesi più ragionata e meditata. Lei non pensa che il confronto a pari dignità tra ipotesi alternative possa essere un’ulteriore contributo per migliorare la proposta di una nuova piscina in città?

6) La delibera che istituisce l’istruttoria fa esplicito riferimento alla legge regionale n.3 del 2010 sulla partecipazione. Lei si impegna a seguire modalità e criteri di partecipazione definiti nella legge regionale negli articoli 10 e 11?