Nella Repubblica Ateniese del V e IV secolo A.C. le principali scelte che riguardavano la vita della polis venivano assunte da un’assemblea alla quale ogni cittadino, maggiore di 18 anni, poteva partecipare con diritto di parola e di voto. Radunati sulla collina della Pnice, migliaia di ateniesi (che costituivano comunque una minoranza degli abitanti, in quanto donne e non cittadini erano esclusi dal godimento dei diritti politici) decidevano quante e quali tasse pagare, se andare o no in guerra, quali opere pubbliche finanziarie, etc. A prendere tali decisioni, tramite il meccanismo della democrazia diretta, non era una folla irrazionale facilmente manipolabile da abili demagoghi, in quanto i temi più importanti sui quali l’Assemblea era chiamata a pronunciarsi erano oggetto di intense discussioni nei giorni precedenti alla votazione. I cittadini di Atene erano soliti dibattere di questioni politiche nelle taverne, nelle piazze, nelle case, in modo da acquisire consapevolezza sulle decisioni da adottare, da conoscere gli oratori, maturare una opinione informata.
Tornando ai giorni nostri, il sistema della democrazia rappresentativa prevede che le scelte nell’interesse della città vengano assunte dagli organi competenti (Consiglio Comunale, Giunta, Sindaco); nonostante ciò non mancano occasioni in cui sarebbe opportuno, prima di assumere una determinazione di qualsiasi tipo, chiedere il parere dei cittadini. Una di queste è la proposta avanzata dall’Amministrazione comunale di realizzare una Piscina al Parco Ferrari. Proposta che ha sollevato una serie di perplessità: dubbi diffusi e trasversali, di chi si interroga sulla necessità di un investimento di questo tipo, di chi considera sbagliata la localizzazione nel Parco Ferrari, di chi pur condividendo l'esigenza dell’intervento, non condivide le modalità esecutive del progetto.
In realtà, gli strumenti per affrontare situazioni decisionali complesse e scarsamente condivise, vi sono. Il referendum comunale innanzitutto, previsto dalle normative vigenti, che consente, per particolari circostanze, di consultare direttamente la popolazione locale. Tale istituto però per essere realizzato richiede un grande sforzo organizzativo, e in una città delle dimensioni di Modena implica dei costi rilevanti. Un altro strumento disciplinato dai regolamenti comunali è l’Istruttoria Pubblica, che consente il coinvolgimento di associazioni, comitati e gruppi (ma non di singoli cittadini) al fine di presentare osservazioni e memorie di cui l’Amministrazione potrà tenere conto. Considerate le modalità di svolgimento dell’Istruttoria pubblica, questa può essere utile nella fase di esplorazione di soluzioni concernenti le modalità esecutive, ma non è lo strumento adatto per una discussione approfondita che riguardi anche l’opportunità della scelta, o comunque elementi essenziali della stessa, come ad esempio la sua localizzazione nel Parco Ferrari.
Sulla base di questa premessa, avanziamo una proposta volta a garantire un ampio coinvolgimento della città, in tempi brevi e con costi contenuti, al fine individuare una soluzione condivisa sul delicato tema della Piscina al Parco Ferrari.
Il primo passo potrebbe essere quello di nominare un ristretto comitato di garanti (individuati ad esempio tra i consiglieri comunali), con compiti di indirizzo e vigilanza sulla trasparenza ed imparzialità del percorso. La fase successiva dovrebbe prevedere l’avvio di un ampio dibattito pubblico che coinvolga l’intera comunità, utilizzando le nuove tecnologie (sito web) ma anche attraverso il supporto delle rete territoriali delle Circoscrizioni. Sarebbe fondamentale che questo dibattito pubblico venisse condotto in condizioni di imparzialità, garantendo le stesse opportunità alle ragioni favorevoli alla proposta della Piscina al Parco Ferrari e a quelle contrarie. Infine, dopo uno o due mesi di discussione, si deciderebbe: al posto della collina di Pnice, si inviteranno tutti gli interessati in un palazzetto o altro spazio pubblico che per alcune ore si trasformerà in una vera e propria Agorà.
In questa occasione, attraverso un dibattito strutturato, verranno esposte le ragioni pro e contro la proposta della Piscina al Parco Ferrari. Alla fine, e solo alla fine del dibattito, i cittadini, presenti dall’inizio dell’incontro potranno esercitare il loro diritto di voto: un voto che, almeno si spera, sarà frutto di un’opinione informata, che si è maturata nel corso di un dibattito che avrà coinvolto una parte consistente della città. Questa potrebbe essere una importante occasione per l’Amministrazione comunale di superare scontri e divisioni e rafforzare la coesione sociale e la fiducia nelle Istituzioni.
Sinistra Ecologia Libertà Modena
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